
Il protocollo di orientamento: "Fra Liceo e Università: Orientamento e Raccordo"
a cura del Prof. Fabrizio Monari (che ha insegnato Matematica presso il Liceo E. Fermi dal 2000 al 2008 ed è stato referente per l'Orientamento in Uscita, offrendo un servizio sempre aggiornato e ricco di proposte e opportunità per gli studenti)
1. Lo stato dell'arte
Nel proporre un inquadramento del problema e una possibile ipotesi di lavoro, credo siano opportuni alcuni riferimenti teorici relativi alla questione. Tali riferimenti sono tratti dalla mia esperienza dello scorso anno scolastico (2004/2005, n.d.r), in varie sedi, e fanno parte della letteratura corrente sull'argomento. Ho però cercato, tutte le volte che è stato possibile, di contestualizzare termini e situazioni nell'ambito del nostro istituto, per il quale i rapporti fra istruzione secondaria e università assumono un significato particolare.
Possiamo definire l'attività di orientamento almeno in tre modi diversi:
in termini di relazioni fra domanda e offerta,
in termini di relazioni fra scuole (con tutti gli equivoci dovuti alla confusione fra "continuità", "aderenza" ed "efficienza"),
in termini di collegamento fra individuo e pratiche sociali (non solo "mestieri").
Nel caso del nostro istituto, si stenta a percepire questa terza polarità: il liceo è tuttora percepito come percorso & quot;propedeutico–a", e lontano dalla dimensione professionalizzante che caratterizza, ad esempio, l'istituto tecnico. L'idea comune ai vari tentativi di inquadramento, in ogni caso, è quella di ponte, destinato a far incontrare due realtà e a gestire le discontinuità fra di esse (non a risolverle, si badi bene).
I modelli conseguenti hanno permesso di creare un insieme di collegamenti fra lo studente e una realtà ad esso esterna, ma anche fra lo studente e sé stesso. In nessun caso, tuttavia, tale insieme di azioni è diventato "sistema", anche se risulta evidente l'attenzione del legislatore e delle Direzioni Scolastiche Regionali: è importante considerare questo punto, in quanto anche il lavoro all'interno del nostro istituto si è svolto, nell'anno passato, più in base ad una ispirazione di fondo (mettere in comunicazione realtà diverse) che ad un protocollo di lavoro, sul quale definire obbiettivi, metodi, criteri di valutazione. Mi risulta, tuttavia, che tale disagio sia condiviso da gran parte degli istituti di istruzione secondaria, ed interpretato in maniere dissimili nelle diverse realtà scolastiche.
È anche probabile che, nel breve periodo, il problema venga discusso nell'ambito di una ipotesi formativa per figure specificamente dedicate all'orientamento (ne stanno discutendo diverse agenzie formative). Al momento, la figura strumentale di cui stiamo parlando è sovrapponibile a quella di insegnante: la legislazione scolastica sull'oggetto risulta interessata da diversi provvedimenti, ma è esplicita. Dunque, l'ipotesi di lavoro per il prossimo anno scolastico tiene conto del lavoro svolto finora. Inquadrerei le attività connesse alla funzione di orientamento nel nostro istituto nelle tre aree
Diagnostica, basata sul "sé" e sulle "attitudini", e collegata all'ambito disciplinare;
Informativa, nella quale la scelta è correlata ad un insieme di informazioni;
Formativa, nella quale l'orientamento è interpretato come metafora di un progetto sullo studente.
I modi e le forme in cui intendo l'attività di orientamento non sono improntate a modelli esistenti (tutoring interno, counciling), anche perché presuppongono un percorso che il nostro istituto non ha affrontato. E' chiaro inoltre come il problema, se affrontato nella sua interezza, ponga sul terreno la contraddizione esperto/docente, che può essere risolta in più modi. Personalmente, ritengo che nell'ambito di un progetto come questo non si ponga ancora la necessità di scindere le due figure.
Infatti, si può partire dall'esperienza dell'anno scorso, sulla quale è opportuno fare qualche riflessione. Nel nostro istituto, come in altri istituti, la maggior parte delle attività degli ultimi anni scolastici erano inquadrabili nelle aree 1) e 2). Sullo sfondo, come elemento fondamentale per la definizione del problema e al tempo stesso elemento per la sua soluzione, resta da specificare il significato orientativo delle discipline, che potrebbe concorrere ad arricchire il concetto di orientamento.
Il problema di attualizzare e integrare le tre aree in una idea di "orientamento" che sta assumendo tratti tipici dei
sistemi complessi sta diventando pressante. La disponibilità di informazioni, caratteristica delle aree 1) e 2), ad esempio,
impone una attività di disaggregazione e riorganizzazione: altrimenti esse resteranno inerti, e non saranno valutabili in termini
di qualità. In poche parole, una massa eccessiva di informazioni soffoca e nasconde i dati necessari alla risoluzione di un problema.
Ma anche quando lo studente è messo in condizione di immaginare un percorso, l'eccesso di "piste" aderenti a possibili
aspettative sembra consentire una libertà senza scelte, e la gestione del dopo–diploma in termini di modestissima efficacia.
Come sempre, gli spazi troppo grandi mettono in difficoltà e invocano la difesa, che in questo caso appare come rinuncia alla decisione.
Il caso stesso, inoltre, sembra incidere in maniera sempre più significativa. I destinatari dell'attività di orientamento,
i nostri ragazzi, sembra abbiano sviluppato un carattere di orizzontalità, rinunciando di fatto a una proiezione temporale:
d'altronde la difficoltà del reale impone una riduzione di configurazioni, di bisogni, di possibilità. Talvolta, sembra
che forza, sogni, miti e progetti si siano allontanati misteriosamente dal mondo dello studio, della professione, della realizzazione
personale. Anche non condividendo il giudizio dei sociologi, che descrive il fenomeno in termini più o meno equivalenti a una
"morte del futuro", si pone la necessità di stabilire un repertorio di azioni urgenti, e di discutere sulla loro
raticabilità.
Al momento, peraltro, non è possibile mostrare punti d'arrivo: la riforma dei corsi universitari ha creato profili il cui sistema di relazioni con la società e il mondo del lavoro sono in via di definizione, e i cui esiti sono da verificare. Lo stesso mondo dell'impresa non ha ancora avuto il tempo di esprimere in proposito argomentazioni organiche, mentre resta irrisolto il nodo riforma–formazione–lavoro. In queste condizioni, l'istituto puo' cercare di assumere iniziative che permettano di alzare lo sguardo e guardare un po' più lontano, con tutte le fatiche che questo comporta.
2. Le direzioni di lavoro: priorità
Un progetto di orientamento per gli studenti del liceo Fermi può essere inquadrato nell'ambito di un insieme di parametri, in base ai quali definire metodi e interventi. Data la natura del nostro istituto, una azione di orientamento deve essere pensata (e qui intendo "pensare" in senso transitivo) in base a poche parole chiave.
La prima è senza dubbio
– Consapevolezza: chi sei e dove sei? Occorre interrogare il processo formativo della scuola, ed è inevitabile considerare il ruolo delle discipline, alle quali spetta un ruolo orientativo tuttora sottovalutato. In questa prospettiva, non è sufficiente il solo riconoscimento del proprio statuto di studente (riconoscimento che raramente è presente), quanto la realistica definizione di cosa significhi essere ad un Liceo Scientifico, e studiare ad un Liceo Scientifico. Una sorta di malvagia naturalizzazione sembra pervadere studenti e famiglie nei riguardi del nostro istituto: è pur vero che abbiamo l'obbligo dell'accoglienza e della tutela contro la dispersione. Ma frequentare il Liceo Fermi non può in ogni caso far parte di una non–scelta, e significare un allontanamento da quei passaggi che fanno parte, antropologicamente, del riconoscimento di sé. Non solo: la consapevolezza del proprio statuto di studente presuppone, ed invoca, una particolare dimensione affettiva, e una conseguente intenzione nei confronti dei processi cognitivi.
L'altra parola chiave, che a mio avviso viene immediatamente dopo, è
– Competenza: il punto è strettamente legato al precedente. Prendere consapevolezza significa assumere responsabilità in termini di capacità di lettura del reale, in base ad intenzioni riconducibili alle categorie del volere/nolere. Ciò significa anche intervenire su di sè, guardare avanti, costruire una immagine, anche dal punto di vista esistenziale, e inserire in qualche modo, in maniera più o meno significativa, la propria vita scolastica in questa prospettiva. Sviluppare competenze significa, in questo contesto, capacità di pensarsi (quanto è difficile uscire da sé stessi...), di rappresentarsi in un ambiente di lavoro, di valutare e valutarsi in base ad un insieme di indicatori, e modificare la valutazione (in base ai contesti, od agli indicatori adottati): significa, sintetizzando brutalmente, crescere nella continuità e nella discontinuità.
Infine, ad un livello più alto e cosciente, credo che fra gli obbiettivi irrinunciabili di una buona attività di orientamento ci sia la
– Riorganizzazione: bisogna fare ipotesi, scontarsi, controllare, provare e riprovare. Ciò significa, semplicemente, apprendere. La riorganizzazione può coinvolgere anche l'Istituto. La valutazione, ad esempio, può assumere valore orientativo, diventando una funzione per così dire "interna" all'insegnamento, e non più finalizzata a comunicare all'esterno dati e informazioni relative al rapporto fra studente e offerta formativa dell'istituto. Nell'ambito dell'istituto dovrebbe diventare possibile sviluppare metaapprendimenti, indicando che cosa si è imparato di avere imparato, in che modo, con quali investimenti in termini di tempo, in una logica narrativa che può essere assimilata a quella di un portfolio dello studente. Credo, infine, che l'insegnante debba essere in grado di fare consulenza: nel piccolo universo di funzioni pedagogiche si crea un rapporto privilegiato, per parlare, verificare, disegnare percorsi, nel quale si esiste in quanto si comunica, e si fanno risuonare storie, desideri, capacità. Si ripropone, in fondo, la centralità della disciplina, del suo statuto epistemologico, della sua collocazione e dimensione nel curricolo dell'istituto, anche in termini di contenuti.
3. Piano di lavoro
3.0 Condizioni al contorno.
Per il prossimo anno scolastico, il liceo Fermi risulta inserito in diversi progetti
progetto "InPari", promosso daASaBo: ho avuto modo di partecipare, nel corso del passato anno scolastico, ai lavori relativi al progetto, e faccio parte del Comitato Tecnico. Il percorso iniziato con i colleghi dei Licei Righi, Leonardo da Vinci, Minghetti, Copernico, Sabin e dell'Istituto Tecnico Pier Crescenzi–Pacinotti è ormai definito. Gli studenti partecipano ai test orientativi delle tre aree (scientifica, biomedica, economica) e vengono quindi invitati a partecipare ai Corsi di Allineamento che la rete di Istituti propone;
progetto “Martino ti orienta”, promossa da una rete di istituti della quale fanno parte il Liceo Fermi, il liceo Malpigli, il Liceo Galvani e l’Istituto Tecnico Crescenzi-Pacinotti: il progetto prevede una prima fase di incontri mirati con esperti delle varie aree disciplinari (l’anno scorso sono state interessate praticamente tutte), alla quale seguono incontri mirati, attività di tutoraggio o di counceling, in base alle richieste dello studente;
progetto “Orientamento Online”, promosso dall’Università degli Studi di Bologna, che ha realizzato una piattaforma telematica interattiva, sulla quale sono disponibili materiali didattici (lezioni, temi, bibliografie, informazioni di carattere metodologico e didattico) di alcune facoltà.
Il Liceo è stato rappresentato in varie iniziative di orientamento. Ritengo significativo segnalarne almeno gli incontri di carattere seminariale organizzati dall'Università di Bologna, il corso residenziale tenuto a Castellanza, curato dal CARED. Nel corso di quest'ultimo, si è ipotizzata la costituzione di una struttura per orientatori–formatori, alla quale ho dato la mia adesione come rappresentante del liceo Fermi di Bologna. Credo che il piano di lavoro per il prossimo anno scolastico, possa essere disegnato, in prima istanza, anche tenendo conto di alcune positive esperienze pregresse.
3.1 L'attività di carattere informativo
Verrà svolta nella solita modalità. Nel corso degli anni scolasticiprecedenti ha riguardato numerosi eventi, far i quali si possono citare almeno
Iniziativa Bussola 2004, 2005, 2006;
"Laboratori Aperti" del Dipartimento di Fisica;
Incontri e iniziative nell'ambito del Progetto InPari;
Incontri di presentazione delle Facoltà (molti di essi ricadono ora nell’ambito del Progetto “Martino ti orienta”;
Partecipazione delle "Giornate dell'orientamento".
Partecipazione al Progetto “Scuole Aperte”
A quest'ambito sono riconducibili anche gli incontri promossi dal nostro Istituto, che hanno riguardato
Le competenze professionali in ambito liceale;
La formazione in ambito economico aziendale;
La formazione nell'ambito delle forze armate;
La formazione in ambito linguistico
Queste ultime attività si possono riprodurre eampliare, e collocare in maniera naturale all’interno del Progetto “Martino ti Orienta”.
3.2 L'attività in ambito diagnostico
Credo sia necessario sviluppare l’esperienza di InPari, riproponendo, con i dovuti accorgimenti, le esperienze degli anni scorsi, relative alle simulazioni dei test d'ingresso. Riproporrei
Simulazione del test d'ingresso ad Ingegneria;
Simulazione del test d'ingresso a Medicina;
Simulazione del test di ingresso a Economia Aziendale.
Alla fase di simulazione (novembre 2008) proposti nell'ambito del Progetto InPari, accolta con particolare interesse dagli studenti, ritengo sia opportuno far seguire una fase di riflessione relativa alle criticità riscontrate. A mio personalissimo parere, senza nulla tangere del percorso formativo del Liceo Fermi, e quindi senza alcuna pretesa, l’analisi statistica dei test (sia per l’anno in corso, sia nel tempo), può essere un momento di discussione per i Dipartimenti Disciplinari interessati. Potrebbe essere l’occasione di porre a confronto nuclei fondanti e competenze essenziali nei due mondi del Liceo Scientifico e delle Università, per operare correzioni e intagrazioni a livello curricolare (anche alla luce di possibili proposte di flessibilità in ambito disciplinare, che l’autonomia consente).
Il progetto di rete prevede quindi una serie di interventi di allineamento correlati alle criticità emerse. A mio avviso possono essere riproposti, a condizione che derivino da una valutazione collegiale dei dipartimenti disciplinari interessati. In ogni caso, la proposta deliberata nell'ambito del progetto di rete mi sembra equilibrata e condivisibile; in base alle risultanze dei test, abbiamo realizzato già in passato una serie di interventi di fisica, di chimica e di matematica.
3.3 L'attività di tipo formativo
Su questo punto credo si debba investire maggiormente, per risultare più incisivi ed efficaci, continuando l'attività di partecipazione astage e concorsi con le università:
Scuola Normale Superiore di Pisa
Scuola Superiore Sant'Anna di Siena
Università Bocconi di Milano
Università degli Studi di Bologna
con le quali abbiamo già in essere alcune iniziative, e poi rivolgendoci ad altri istituti disponibili. In questo stesso ambito, si era discussa in passato,in sede di coordinamento disciplinare di matematica e fisica, l'organizzazione di una serie di incontri relativi a contenuti che potremmo definire "prossimali" in ambito scientifico, al fine di permettere allo studente di formarsi una immagine del percorso che l'aspetta nell'ambito delle facoltà scientifiche, alle quali ci viene naturale riferirci. Gli incontri proposti nel corso dell'anno scolastico 2005/2006 erano i seguenti:
Il linguaggio dei limiti: errori e malintesi;
Valutazione di limiti: l'approccio mediante sviluppi in serie;
Particolari sviluppi in serie: la serie di Fourier;
Connettivi e quantificatori negli enunciati del linguaggio comune e della matematica;
Teoria e calcolo della probabilità inquadramento e conoscenze essenziali.
Credo potrebbero essere riproposti, in quanto ad essi può essere riconosciutoun elevato grado di trasversalità, tale da poterli considerare spendibili in più ambiti del settore scientifico. In ogni caso, l'idea di permettere agli studenti di dare uno sguardo "oltre", di raccogliere informazioni, stimare difficoltà, confrontarsi con gli statuti delle discipline, così come sono attualmente accredidati, costituisce un prezioso momento di formazione e di autovalutazione: si ha modo di constatare il valore del lavoro che si svolge nel nostro Liceo, e quanto esso rivesta di fondante, si possono confermare o mettere in discussione le proprie ipotesi di vita. Infine, aumenta la consapevolezza, e la presenza nell'Istituto acquista spessore.
Infine, un ambizioso obbiettivo, di medio termine, è costituito dalla definizione e dal riconoscimento, in sede di Piano dell’Offerta Formativa, di un profilo in uscita dal quinto anno, che renda possibile interfacciare con chiarezza le competenze attese al momento della scelta di un percorso professionale o di studio con le competenze presenti.
3.4 La creazione di una base di dati
La raccolta ed organizzazione delle informazioni rappresenta un obbiettivo collaterale del progetto. Se i punti precedenti indicano la nostra volontà di creare il nucleo di un futuro sistema per le relazioni fra uno studente del Liceo Fermi e l'Università, un database che comprenda le frequent asked questions, i contatti disponibili, i materiali esaminati, può permettere all'Istituto di tarare i propri interventi (primo fra tutti quello delineato dal seguente progetto). In questa direzione, l'adesione al Progetto Alma Diploma rappresenta una efficacerisposta al problema.
L’adesione al Progetto Alma Diploma data ormai da diversi anni: si rende necessaria (ed anzi ineludibile) una iniziativa (convegno, seminario, assemblea) che renda possibile la restituzione dialcune importanti valutazioni in merito ai profili in uscita dei nostri studenti. Tali valutazioni, a livello di funzione strumentale ma anche di Comitato Tecnico, possono essere elementi per riesaminare l’offerta formativa e gli impianti curricolari delle discipline alla luce di dati oggettivi.
I dati ottenuti ed elaborati negli ultimi cinque anni scolastici potranno essere proficuamente discussi, e un certo numero di informazioni utili potranno essere girate sul sito dell'Istituto,destinato a mio avviso a diventare uno strumento sempre più importante.
Infine, credo si possa proporre un piano per mantenere un collegamento con i nostri studenti, quando saranno usciti dalla nostra scuola: essi rappresentano un capitale da valorizzare e da sfruttare. Nel passato anno scolastico, una iniziativa di orientamento per i colleghi che ancora frequentano il Liceo, è stata gestita da loro: si è trattato di un momento di dialogo e di informazione un po' originale ma interessante.
4. Aspetti logistici: il sito dell’Istituto
L'attività di orientamento proposta, ed ogni altra attività in merito,può essere svolta in maniera proficua solo disponendo di un opportuno sistema di comunicazioni interno. La funzione strumentale sull’orientamento in uscita, oltre a preparare circolari su temi specifici, a diffondere materiali, a raccogliere quesiti, ha necessità di uno spazio adeguato sul sito dell’Istituto.
L’evoluzione che il sito dell’Istituto ha registrato è infatti tale da consentire di affrontare la maggior parte dei problemi relativi ad una efficace ed efficiente gestione delle informazioni. Si raccomanda quindi la manutenzione della pagina su “Orientamento in uscita”, di facile consultazione e di immediata lettura.
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