Alla Zanzara
di Francesco del Monaco, II A
Zanzara, zanzarina
Che vieni ad interrompere il mio riposo
Non sai quale fastidio rumoroso
Tu tanto piccolina
A me dai, quando non è ancora mattina.
Tu vuoi un po' del mio liquido arrossito
E dar te lo potrei, se solo fossi silenziosa.
Ma poi il dì che viene, per me diventeresti odiosa
Per un insopportabile prurito,
Dalla mia veglia,dal mio fastidio
La vita riceverai,
Ma può essere che io sveglio resti
Posso io sopportar questo mio suicidio,
per scamparti da un eccidio?
Ronza, ronza pure; rispondere non puoi.
Sopra il cuscino con le gambe irrigidite
Rimani, tremendo monito e segnale
A chi degli amici tuoi
Dopo di te tentar vorrà imprese ardite:
per fuggir suo male
succhiar rosso nettare vitale.